By FreeReturn: Informazione & riflessione su economia, finanza e politica in genere.

martedì 26 maggio 2009

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Malpensa…addio!

Milano-Malpensa_Airport

Alitalia (o forse CAI…ormai non si capisce più nulla nemmeno sul nome!) ha deciso di “snobbare” l’aeroporto di Malpensa in favore del più comodo Fiumicino (chissà come mai? …forse perché un azionista di CAI (o Alitalia o come caspita si chiama!) è anche azionista dell’aeroporto di Fiumicino!boh! mah! forse! chi lo sa!

Il problema principale non è il dehubbing (ristrutturazione di linee aeree per decongestionare gli hub aeroportuali) in corso, bensì un altro ben più grave: da un’indagine condotta dalla camera di commercio di Milano, almeno un centinaio di imprese straniere (con all’attivo circa 2.500 addetti) con base strategica a Milano, sono orientate a cambiare sede (l’indagine è stata svolta interpellando una trentina di consolati stranieri) per l’evidente crescita dei costi di trasporto per circa 3.000 aziende o multinazionali presenti nel territorio che contano oltre 230.000 addetti.

Dallo studio, inoltre, emerge una particolarità: la presenza di Linate, secondo gli intervistati, dovrebbe essere un bene anziché un male, infatti, oltre la metà degli intervistati, non capisce le difficoltà di una città come Milano ad avere 2 aeroporti come succede spesso nelle altre città europee…questo è, e rimane un mistero tutto italiano…

Rimane, di fatto, che il depotenziamento di un aeroporto così strategico per una città come Milano, importantissimo per chi deve andare spesso all’estero per motivi di lavoro, metterà in difficoltà gli imprenditori che gravano attorno all’indotto aeroportuale, con una notevole ricaduta sulle future scelte straniere, che saranno meno orientate ad investire in un’area che, a poco a poco, diventerà sempre meno accessibile: ecco perché è importante e urgente un intervento per ristabilire una connessione aerea all'altezza di un'area così rilevante come quella milanese, per tutto l’Italia!

Ora, se non ricordo male, un anno fa, prima che Alitalia diventasse un regalo ad una serie di volenterosi imprenditori, un partito politico “cavalcava” il malcontento dei dipendenti e cittadini che gravitavano nell’indotto aeroportuale, ora, che fine hanno fatto? perché non “sprecano” più una parola? e perché non difendono i valorosi imprenditori padani che si vedono “rubare” le aziende/multinazionali da Roma ladrona!!! …misteri (neanche così tanto poi, per chi capisce l’1+1 della casta) della politica e dei loro amichetti

Malpensografia: adnkronos/economia.

Questo aeroporto è di 375 parole, 2126 caratteri e 6 paragrafi (compreso queste 2 righe).

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venerdì 26 settembre 2008

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Banda Bassotti & C.

 banda-bassotti

Corriere di Paperopoli, 25-09-2008

Ci siamo...dopo innumerevoli tentativi di penetrare nel deposito più protetto del mondo, quello di Paperon de Paperoni, finalmente, la famigerata Banda Bassotti (in arte BB) ha scardinato le ultime difese a guardia dei 3 ettari cubici di dollari & oro del più famoso Magnate di Paperopoli.

Per raggiungere questa titanica impresa, la BB si è avvalsa dell'aiuto di molti "vecchi amici": Macchia Nera, Gamba di Legno & Trudi, Amelia-la fattucchiera che amalia, John Davison Rockerduck e Cuordipetra Famedoro (nell'occasione, alleati ai loro eterni nemici).

Ora rimane solo la porta blindata da forzare, e poi, il più è fatto...e domani, al risveglio il vecchio taccagno, anziché fare il bagno quotidiano nell'oro, si ritroverà in bolletta completa a mendicare per i bassifondi di Paperopoli!

Anche il nostro eroe, Paperinik, a bordo della sua diabolica 313, questa volta non ha potuto nulla. Distratto ad arte da Amelia, che per l'occasione indossa i panni di una avvenente venditrice porta a porta di una nota azienda di voli low-cost, lo circuisce per poi piegarlo al suo volere, rendendolo inerme.

Rimangono due possibilità: Speriamo che Topolino rientri presto dall'ultimo caso a Topolinia e riesca, attraverso la sua astuzia a mettere nel sacco i mariuoli per farli arrestare dal Commissario Basettoni & Manetta, oppure Pippo, prendendo un'arachide speciale si trasformi in Superpippo per sventare il colpo in extremis!!!

Potrebbe essere una storia da pubblicare su "Topolino" di ottobre, ma, sostituendo a piacere i noni dei personaggi con altrettante persone e fatti di attualità, potrebbe risultare una scomoda realtà. Individuate le possibili corrispondenze... CAI<->ALITALIA.

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giovedì 25 settembre 2008

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Alitalia si, alitalia no... ... ...la terra dei cachi!

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Così recita una canzone di Elio e le storie tese (leggermente variato il soggetto), ed in questo momento è l'unica cosa che mi passa per la testa, dopo giorni e giorni, in cui tutti, politici in primis, sono diventati esperti di economia, pilotaggio, rotte aeree, aeroporti e qualsiasi altra cosa legata all'aviazione e non.

Finalmente, sembra che la trattativa stia volgendo al termine, Colaninno, l'eroe dei 2 mondi (in primis, Olivetti e Telecom), a capo di uno sparuto manipolo di 16 imprenditori volenterosi stà aggiungendo anche la compagnia di bandiera al suo prestigioso palmares con la benedizione di mezza Italia (forse, quasi tutta).

- Ma chi è Roberto Colaninno?

La sua carriera parte da Mantova, dove, diventa amministratore delegato di FIAMM (componenti per auto); successivamente, nel 1981 fonda la Sogefi (componentistica meccanica).

Nel 1996 diventa amministratore delegato di Olivetti, e nei 2 anni sucessivi, l'azienda viene smembrata e svenduta.

Nel 1999, con l'appoggio di Massimo D'Alema, e alcuni amici bresciani soprannominati la razza padana dell'imprenditoria, lancia una Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) totalitaria su Telecom Italia con un operazione di acquisto a leva finanziaria (tecnica finanziaria che consiste nell'utilizzare i flussi di cassa della società acquisita per pagare i debiti contratti nella fase di acquisizione), creando tuttavia un grosso debito in Telecom stessa, che la renderà vulnerabile ad una scalata successiva. In conseguenza di ciò, nel 2001 vende la Telecom a Pirelli & Benetton creando una plusvalenza (notevole aumento di valore entro un determinato periodo di tempo) in Bell, indagata per evasione fiscale. Bell è la società veicolo lussemburghese con la quale Colaninno ottenne il controllo di Telecom.

Nel 2003, attraveso la IMMSI S.p.A., società di cui è presidente, acquista la Piaggio.

Nel 2006, viene condannato a 4 anni e 1 mese per il crac Italcase-Bagaglino e interdetto ai pubblici uffici per 5 anni (pene condonate grazie alla legge sull'indulto votata a stragrande maggioranza politica, quasi un plebiscito!).

Qualsiasi altra aggiunta a quanto esposto, sembra, come voler sparare sulla croce rossa...

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