By FreeReturn: Informazione & riflessione su economia, finanza e politica in genere.

sabato 4 luglio 2009

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Iniziativa interessante

itaiani-imbecilli

Purtroppo in questi ultimi giorni sono stato un po’ assente dal blog, ed in particolare, non ho scritto praticamente nulla pur essendoci diversi argomenti interessanti da trattare (in realtà, ho avuto una mole improvvisa di impegni, ed il poco tempo dedicato ad internet, l’ho passato scrivendo commenti su altri blog amici e facendo diversi esperimenti interessanti di cui scriverò a breve).

Non avendo nemmeno ora voglia di scrivere un articolo, ripropongo un’iniziativa interessante dell’amico italiani imbecilli, e riporto il suo post integralmente:

“Il Sicurelli”: un vocabolario per formulare messaggi in codice, contro la “legge sulla sicurezza”.

Sicurelli Con l'attuazione della 'legge sulla sicurezza' approvata al Senato oggi, 2 luglio 2009, saremo tutti clandestini. Questo perché le norme prevedono, tra l'altro, forti limitazioni al diritto di informazione in internet. Qualsiasi parola scritta in rete, da oggi, dovrà necessariamente essere soppesata, affinché non si violi la privacy. Ovviamente la privacy dei potenti, poiché la rete, fino ad oggi, ha fatto tranquillamente a meno di questa legge, anche perché esistevano già regolamenti per gli internauti.
Giacché saremo tutti clandestini, così come la nostra attività in rete (ancorché ludica, a volte satirica, molto spesso non professionale), ci sembra doveroso reagire a questa legge anticostituzionale. Una reazione che prende ispirazione -gioco forza- dal sistema di comunicazione cifrato usato in guerra. Perché siamo in guerra!
I messaggi di Radio Londra, ad esempio, utilizzavano frasi in codice, come 'la gallina ha fatto l'uovo' o 'la vacca non dà latte'. Attraverso questi messaggi, gli italiani del 1944 potevano conoscere tutte le notizie che il regime nazifascista censurava. Radio Londra fu per molti italiani anche una salvezza personale.
Urge allora un nuovo vocabolario per le nostre comunicazioni.
Qualcuno potrebbe considerare questo gruppo uno scherzo. Intanto, scherzando scherzando, siamo arrivati al restauro quasi completo della dittatura. Allora, tra il serio e il faceto, potremo chiamare questo vocabolario 'il Sicurelli' (sintesi tra 'sicurezza' e 'Zingarelli'). Ci piacerebbe che questo 'Sicurelli' venisse redatto con la partecipazione di tutti (naturalmente quelli che lo desiderano). Questo anche per 'sveltire la pratica'.
Ed è perciò che abbiamo creato un gruppo su facebook, al quale siete tutti invitati. (link in fondo all'articolo)
Per il momento, crediamo sia indispensabile concentrarsi sui 'termini sensibili', quelli cioè relativi alle cariche istituzionali. E' sufficiente, ad esempio, sostituire il papa con la parola 'oste'.
Importante: la sostituzione non deve prevedere parole che lascino intuire facilmente il soggetto; ad esempio, non possiamo sostituire 'papa' con 'raz' o 'Berlusconi' con 'papi'.
I vostri suggerimenti NON dovranno essere postati all'interno del gruppo (questo per non lasciare tracce evidenti ai possibili infiltrati che vanificherebbero tutto il lavoro). Mandate semplicemente la vostra proposta via e-mail (italianimbecilli[at]gmail.com). Ognuno di voi potrà scegliere una (o più) delle voci che troverete nel gruppo, a cui darete un corrispettivo appellativo.
Coloro che spediranno le nuove definizioni, riceveranno (solo loro) gli aggiornamenti del 'Sicurelli'. Spremiamo le meningi.

Il gruppo su Facebook

Confido nella vostra iscrizione al gruppo (che in questo momento conta già 166 membri), e perché no! …anche in qualche suggerimento (io ne ho già inviato uno, ma conto di ampliare la lista dei nomi da sostituire nelle prossime giornate).

NB: Non amo copiare post da altre parti e riportarle sul mio blog, ma, in questo caso l’ho fatto volentieri dopo aver chiesto all’autore la “liberatoria” per farlo (e potete vedere la richiesta tra i commenti).

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domenica 14 giugno 2009

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C’era una volta la Costituzione…

Firme-costituzione-italiana

Era il 22 dicembre 1947 e l’Italia dell’immediato dopoguerra attraverso l’Assemblea Costituente approvava la Costituzione Italiana (promulgata poi, dal Presidente Enrico De Nicola il 27 Dicembre 1947), successivamente veniva pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n°298 (edizione straordinaria) ed entrava in vigore il 1° gennaio 1948bei tempi quelli…la politica era fatta da persone oneste al servizio dei cittadini, nulla a che fare con gli attuali politici!!!

Dopo questo “tuffo nel passato”, vediamo alcuni princìpi fondamentali della nostra “carta” dei diritti/doveri a cui ogni cittadino (politici compresi) deve sottostare:

  • Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
  • Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
  • Art. 13. La libertà personale è inviolabile.
    Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
  • Art. 15. La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
  • Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
  • Art. 28. I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Perché ho riportato solo questi punti ?(tutti gli altri articoli possono essere visionati seguendo il secondo link di questo post).

Perché sono i punti che trattano la libertà dei cittadini e della stampa, sia essa scritta, in video o fatta attraverso siti e/o blog, a cui i padri fondatori della Repubblica Italiana, fondata il 2 giugno 1946, avevano ben pensato onde evitare “sbandamenti” da una parte o dall’altra della neonata e debole Italia post Monarchia Savoia.

Ok, ma che centra un post così? non si fa mica storia d’Italia qui!

Purtroppo, alcuni giorni fa, l’attuale Governo ha introdotto un Disegno di Legge alla Camera (con scrutinio segreto…e questo la dice lunga su Governo e opposizione…tutti castaroli…318 si, 224 no!!!) riguardo le intercettazioni che tra le varie “postille” andrà a tappare la bocca ai vari blogger che, se entro 48 ore non tolgono il materiale che secondo “qualcuno” vìoli non si sa quale principio, possono incorrere in sanzioni amministrative e chiusura definitiva del blog.

E a me che mi frega!!! …io non ho un blog!!!

Sbagliato!!! frega pure te!!! se pubblichi qualcosa su Facebook, MySpace oppure un Social Network (o aggregatore di notizie), quel famoso “qualcuno” potrebbe chiederti di rimuovere il contenuto da te messo in rete (ad esempio, una mia foto da ubriaco mi darebbe parecchio fastidio vederla su Facebook, quindi, ti obbligo a farla rimuovere, e, se non provvedi, obbligo gli amministratori di Facebook a “bannartivita natural durante! …quindi, come vedi, chiunque può essere colpito da questo restringimento di libertà

Ho capito, ma cosa centra la Costituzione?

Ho riportato i 5 articoli che interessano proprio questa legge contro le intercettazioni (io non ho nulla da nascondere, quindi, possono intercettarmi quando vogliono, magari qualcun altro, invece, ha diverse cose da nascondere…per il bene di alcuni, ne pagheranno le conseguenze tutti gli altri!!!), perché, questo Governo (e opposizione) stanno calpestando la Costituzione e la stanno trasformando in carta uso “cesso” solo ed esclusivamente per i loro interessi o autoprotezione!!!

Fammi capire cosa stanno facendo perché non mi è chiaro fin qui?

  • Art. 1. L’Italia è una dittatura dolce dove i cittadini sono convinti di essere liberi (ma non lo sono) fondata sullo sfruttamento del lavoro (prossima riforma delle pensioni che ci interesserà tutti tranne loro, i politici!!!).
  • Art. 3. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, salvo 4 cittadini più uguali degli altri che possono fare qualsiasi cosa e non venire minimamente puniti se non a scadenza mandato (come dire che se il Signor Presidente del Senato, uno dei 4 a caso, guida ubriaco e investe e uccide 20 persone, non può essere ne’ giudicato, ne’ processato, tantomeno va in galera!!!).
  • Art. 13.La libertà è inviolabile”, ma, con questa legge, sì vìola questo princìpio (io posso far rimuovere un tuo post perché, anche se vero, nuoce alla mia reputazione), quindi, mi tolgono la libertà di parola o scritto!!!
  • Art. 15. Se ho un nickname per rimanere anonimo (non è il mio caso, tutti possono vedere chi sono con Facebook) e voglio preservare la mia privacy, con questa legge vengono a “scovare” la mia identità per obbligarmi a togliere il contenuto che non “garba” a qualcuno!!!
  • Art. 21. La costituzione parla di libertà di pensiero, e che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…fate voi, ogni commento è inutile!!!
  • Art. 28. Loro pensano di essere sopra le leggi, ma, prima o poi finiranno schiacciati dalla leggequella del popolo oppresso!!! (quest’articolo mi piace veramente).

Ora ho capito! …ma perché scrivi queste cose?

Ho riportato alcuni articoli della Costituzione non tanto per fare accademia o giustificare qualche mia azione (passata o futura non ha importanza), ho scritto questo post per informarvi anzitempo che, se un giorno questo blog dovesse sparire (o alcuni articoli o commenti non risultassero più presenti), non sarà per una motivazione personale dell’autore (non mi pento di nulla di quanto ho scritto…e ho tutto in copia backup!!!), ma semplicemente perché sarò obbligato (senza poter dare nessuna giustificazione sul perché) da quel famoso signor qualcuno (es. Marcegaglia, Colaninno, Di Girolamo, ecc.) a rimuovere l’articolo che lo riguarda, o chiudere baracca!!!

Ora, da buon italiano sono convinto che «fatta la legge, trovato l’inganno», quindi, presto riusciremo a eludere il bavaglio che vogliono metterci, internet è incontrollabile e incontrastabile, e non siamo in Cina o Birmania: quando Google, Facebook o altri cominceranno a perdere utenti (e quindi vagonate di soldi), cominceranno a muoversi loro, di conseguenza, ne vedremo delle belle

Domanda politica della settimana (sarà la prima, forse anche l’ultima…) – Un anno fa Berlusconi aveva come amici molti Capi di Stato o Ministri vari occidentali, ora, gli sono rimasti amici Gheddafi, Putin e Topolanekqualcuno riesce a vedere dove sta’ la differenza?

Questa Costituzione è di 1089 parole, 5832 caratteri, 11 paragrafi, 5 domande, 5 Articoli e 2,15 ore di stesura (compreso queste 2 righe).

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giovedì 2 aprile 2009

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Cosa sono i trattamenti speciali per gli operatori agricoli

Contadino

Cos’è il trattamento speciale per gli operatori agricoli?

E' uno speciale trattamento che spetta ai lavoratori iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli.Tale trattamento non è riconosciuto nei confronti di chi si dimette volontariamente, ma soltanto in caso di licenziamento (fanno eccezione le lavoratrici in maternità).

Che requisiti bisogna avere per accedervi?

Il trattamento speciale di disoccupazione spetta al lavoratore che:

  • ha i requisiti richiesti per l'indennità ordinaria (iscrizione negli elenchi nominativi, due anni di assicurazione contro la disoccupazione involontaria, almeno 102 contributi giornalieri nel biennio);
  • ha lavorato a tempo determinato nell'anno cui si riferisce la prestazione;
  • ha prestato almeno 151 giornate come lavoratore dipendente oppure risulta iscritto, nell'anno cui si riferisce la prestazione, negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli per un numero di giornate lavorative compreso tra 101 e 150.

A quanto corrisponde l’importo di indennità?

I trattamenti sono corrisposti:

  • ai lavoratori con almeno 151 giornate come lavoratore dipendente agricolo e non agricolo, nella misura del 66% della retribuzione media convenzionale congelata al 1996 o, se superiore, sul salario contrattuale;
  • agli iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli per un numero di giornate da 101 a 150, nella misura del 40%.

Il trattamento speciale spetta fino ad un massimo di 90 giornate.

Dove si presenta la domanda per ottenerli?

Il modulo di domanda (che l'Inps invia ogni anno a casa del lavoratore che abbia già percepito la prestazione per l'anno precedente) va presentato alla Sede Inps competente entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento della prestazione.

Può essere presentato un ricorso in caso la domanda venga respinta?

Nel caso in cui la domanda venga respinta l'interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Provinciale dell'Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.
Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:

  • presentato agli sportelli della Sede dell'Inps che ha respinto la domanda;
  • inviato alla Sede dell'Inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili.

I dati riportati sono da ritenersi validi salvo eventuali misure straordinarie che il Governo può adottare con il perdurare o l’aggravarsi dell’attuale crisi mondiale.

Aggiornato a gennaio 2009

Fonte: INPS.it

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domenica 29 marzo 2009

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Cos’è l’indennità ordinaria per gli operatori agricoli

Screen

A chi spetta?

Sia gli operai iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli sia coloro che hanno lavorato come operai agricoli a tempo indeterminato per parte dell'anno, hanno diritto ad una particolare indennità di disoccupazione.Tale indennità non è più riconosciuta nei confronti di chi si dimette volontariamente, ma soltanto in caso di licenziamento (fanno eccezione le lavoratrici in maternità). L'indennità è riconosciuta quando le dimissioni derivano da giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali e modifica delle mansioni).

Quali requisiti bisogna avere?

L'indennità spetta al lavoratore che può far valere:

  • l'iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli nell'anno solare per il quale viene chiesta l'indennità (condizione che non si applica agli operai agricoli a tempo indeterminato);
  • almeno due anni di assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
  • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio precedente la domanda (in mancanza dei 102 contributi, l'indennità spetta ugualmente purché il lavoratore, in aggiunta agli altri requisiti, abbia svolto, nell'anno a cui si riferisce la domanda, lavoro dipendente per almeno 78 giornate).

A quanto corrisponde l'importo?

L'indennità viene corrisposta nella misura del 30% del salario convenzionale congelato del 1996 oppure, se superiore, di quello contrattuale provinciale. Per gli operai a tempo indeterminato, l'indennità è calcolata sulla retribuzione effettivamente percepita.

Come e a chi si presenta la domanda?

Il modulo di domanda (che l'Inps invia ogni anno a casa del lavoratore che abbia già percepito la prestazione per l'anno precedente), va presentato alla Sede Inps competente entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello cui si riferisce l'indennità.
L'indennità spetta, in linea di massima, per un numero di giornate pari a quelle lavorate.

Può essere presentato un ricorso in caso la domanda venga respinta?

Nel caso in cui la domanda venga respinta l'interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Provinciale dell'Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.
Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:

  • presentato agli sportelli della Sede dell'Inps che ha respinto la domanda;
  • inviato alla Sede dell'Inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili.

I dati riportati sono da ritenersi validi salvo eventuali misure straordinarie che il Governo può adottare con il perdurare o l’aggravarsi dell’attuale crisi mondiale.

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giovedì 26 febbraio 2009

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La Svezia contro i download illegali

e-mule_dita Il Parlamento Svedese ha approvato ieri una legge per inasprire le misure contro il download illegale da internet.
Anche in Svezia, come si cerca di fare in Italia ( gli svedesi, con scopi TOTALMENTE diversi dal tentativo che si vuole adottare nel BelPaese... ) si costringerà il provider a fornire l’indirizzo IP del computer di chi ha violato tale provvedimento.
La normativa, ad ogni modo, prevede il rispetto della privacy dei cittadini, e, che per intraprendere azioni legali contro chi viola la legge, ci devono essere prove certe che sia stato effettuato il download illegale di file protetti dal diritto d’autore.

In definitiva, si cerca di arginare in malo-modo il “mondo” peer-to-peer ( eMule, Torrent, Rapidshare, ecc. ), cercando di accontentare le major che si occupano di distribuzione di CD e/o DVD, che, perdono qualche spicciolo, ma si fanno STRA-pagare un supporto musico/visivo 3-4 volte il prezzo che potrebbe essere già in se fonte di ingenti guadagni…ma, come al solito, le major sono nelle “zampe” dei dinosauri (vedi anche politica, economia, finanza…) e sono rimasti inchiodati al Giurassico (No, dai…oggi voglio essere buono…cambio periodo e li rendo meno vecchi: li associo al Cretaceo ( vedi Era dei Dinosauri ).
Per queste affermazioni, qualcuno potrebbe darmi del “conducente abusivo di Mule senza l’apposito patentino…”!!! Ok, accetto le critiche costruttive, ma, facciamo un banale ragionamento: un CD musicale, mediamente, viene venduto con un prezzo al pubblico di 15-20€ circa; mentre il DVD di un film, varia, dai 20 ai 35€ (ovviamente il prezzo è riferito alle nuove uscite, non al materiale in offerta). Se il prezzo anziché essere quello detto sopra, fosse la metà, sicuramente, io compererei il CD/DVD originale ( vuoi mettere l’originale con una copia!!! ) e come me, molti altri farebbero lo stesso ( tanto, scaricare da internet implica PC acceso per giorni, con relativo consumo di corrente, rischio di scarico fake o file corrotti - se riesco a trovarli!!! -, o peggio, un bel trojan o maleware o spyware o infezioni simili che mi fanno guadagnare la giornata!!! ).
pirata
Anche oggi chiudiamo in bellezza: una tale Gabriella Carlucci, che non definisco “onorevole” per il fatto che occupa abusivamente la “cadrega” in un palazzo occupato da abusivi, ha avanzato una proposta di legge, la C. 2195, in data 11 febbraio 2009. In sostanza, l’abusiva, per il bene della rete, chiede che qualsiasi file o documento deve essere ricondotto ad un cittadino, vietando la possibilità, quindi, di uplodare, downloadare, postare articoli su blog, forum, eMule, Bittorrent, Rapidshare ecc. senza che il cittadino venga riconosciuto…in poche parole, le impronte digitali di ogni persona che esegue una qualsiasi di queste operazioni su internet, per file coperti dal diritto d’autore o scrive articoli contro qualcuno che li ritiene offensivi.
Riguardo alla parte del post dedicata alla “befana”, le fonti utilizzate sono: Punto-Informatico.it e Quinta’s weblog, dov'è reperibile molto materiale per approfondire l’argomento.
Altra fonte: ANSA.it

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martedì 21 ottobre 2008

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Decreto legge & Disegno di legge

gazzuff

Nelle ultime settimane si sente spesso parlare di Decreto legge o Disegno di legge, ma, sappiamo qual'è le differenza?

Il Decreto legge (d.l.) è un atto normativo avente forza di legge, adottato in casi straordinarie di necessità ed urgenza del Governo, regolamentato dall' art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana, sottraendo al Parlamento per 60 giorni l'esercizio della funzione legislativa.

Art. 77 - Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro 5 giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

Il Disegno di legge (d.d.l.)è un testo suddiviso in articoli che viene presentato alle Camere dai soggetti cui spetta l'iniziativa (tali soggetti possono essere Governo, Senatori, almeno 50.000 firme, Consiglio Regionale, Consiglio Comunale o dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro), solitamente, viene accompagnato da una relazione, necessaria soltanto per le proposte popolari.

Un Disegno di legge può essere presentato al Senato, oppure, alla Camera dei Deputati, che sono i 2 organismi che costituiscono il Parlamento che detiene, appunto, il potere legislativo, cioè, quello di emanare leggi.

L'iter per la formazione delle leggi è molto lungo in Italia, che adotta il bicameratismo perfetto, perciò, tale disegno passa dal Senato alla Camera (o viceversa), e, qualsiasi modifica lo rimanda indietro fino a quando entrambi non raggiungono l'intesa sul testo.

Alla fine, viene promulgato dal Capo dello Stato, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore dopo 15 giorni.

Solitamente, il Disegno di legge, viene presentato dal Governo, se presentato da altri soggetti, prende il nome di Proposta di legge, restando, essenzialmente, la stessa cosa ed è regolamentata negli Artt. 71, 99, 121, 132 e 133.

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venerdì 3 ottobre 2008

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Peer to Peer & copyright

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Piccola rivincita del mondo peer to peer (eMule, Bittorrent, Kazaa, ecc.) contro la Riaa (associazione discografici americani), ma, si tratta di una vittoria temporanea.

Sentenza storica che farà gioire gli utenti peer to peer di tutto il mondo: il giudice Michael David della Us District Court del Minnesota ha annullato la multa da 222 mila dollari a Jammie Thomas per violazione del copyright. Quella che era la prima vittoria per Riaa a un processo sul peer to peer si trasforma nella sua più pesante sconfitta. Adesso Riia non ha più alcuna vittoria processuale da annoverare. Il giudice ha detto infatti che “rendere disponibile” un file su una rete peer to peer non implica necessariamente che qualcun altro l’abbia scaricato e quindi non equivale a distribuire il file. Insomma, Riaa adesso sarà obbligata a dimostrare che lo scambio è effettivamente avvenuto, non basta più provare che il file sia stato condiviso (per fare questo, Servirebbero i log del server utilizzato per lo scambio; ma non è detto che la Riaa riesca a mettere mano sui log, dovrebbe far sequestrare il server dalle forze dell’ordine, né tantomeno, che il log effettivamente esista o sia valido: i gestori del server potrebbero non averlo o averlo in forma anonima e/o crittografata.

La nota dolente, è che lo stesso giudice ha affermato la necessità di un nuovo processo e chiesto al congresso di introdurre cambiamenti sulla legge vigente.

In conclusione, la partita rimane ancora aperta e si gioca il futuro del peer to peer in America e non solo.

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lunedì 22 settembre 2008

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Alcool & patenti...

Click poer ingrandire Martedì 23 settembre 2008, entra in vigore il Decreto emanato a luglio (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 210 dell’8 settembre 2008) dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che impone ai gestori di locali pubblici, dove si esercita la mescita di alcolici, l'obbligo di affiggere la tabella per il calcolo del proprio tasso alcolemico.

Coloro che non risultano in regola con il suddetto decreto, rischiano la chiusura del locale da 7 a 30 giorni.

Eseguendo alcuni semplici calcoli in base al proprio peso, al sesso, se si è a stomaco pieno o vuoto e all'unità alcolica di riferimento espressa in cc., otteniamo il valore del tasso in maniera approssimativa in un lasso di tempo variabile dai 60 ai 100 minuti dopo l'assunzione dell'alcool. Per il calcolo dei valori di tasso alcolemico è stata utilizzata la formula di Widmark corretta.

Una birra normale, bevuta da una donna di 45 chili a stomaco vuoto, ad esempio, può far superare già il limite legale del tasso alcolemico per la guida, fissato a 0,5 grammi per litro. Limite superato, solo per fare alcuni esempi, anche da un uomo di 70 chili che beve una birra doppio malto senza avere mangiato nulla.

Lascio a voi determinare il vostro limite di tolleranza mixando le varie tipologie di alcolici, come gioco, ma, si tratta di un gioco che può rivelarsi utile per non rischiare inutilmente la patente.

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Privacy

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