By FreeReturn: Informazione & riflessione su economia, finanza e politica in genere.

lunedì 20 luglio 2009

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Pulizie di inizio estate

wallstreet

Un’altra settimana importante se né andata, per l’ennesima volta, al suono della campanella di chiusura a Wall Street c’è stato l’applauso finaleguadagni il 1% o perda il 4%, tutti sono felici e applaudono come stessero osannando la Ia della Carmen all’Arena di Verona…ora ho capito, vedi che a volte scrivere un post non è inutile: applaudono perché, comunque sia andata la seduta, hanno raggiunto il loro scopoprenderci i sudati risparmi avendoci dato l’illusione del guadagno senza far sudare la fronte, ma, trattasi di illusione effimera e utopistica!!!). della (non ho mai capito perché, sia che la borsa

Come al solito mi perdo nei miei discorsi, riavvolgo il nastro e riprendo da dove ho lasciato: anche questa settimana è stata importante perché sono uscite diverse trimestrali (o le semestrali), e, come da copione, ci sono stati miglioramenti in doppia cifra percentuale, e solo qualche lieve peggioramento rispetto alle stime degli analisti, ma, comunque, positive pure queste; poi, per non dare troppo nell’occhio, alcune aziende hanno dato dati pessimi, ma erano dati attesi dagli analisti, si aspettavano che succedesse, e, si è cercato di mimetizzare con tutte le soluzioni possibili il diffondersi delle informazioni per mantenere l’ottimismo alle stelle!!! …ma, come vedremo, non sono tutte rose e fiori, anzi, il meccanismo è stato oliato a dovere, ora, pensano di fare l’ultima messa a punto e poi, tra qualche mese (ottobre per la precisione), diranno candidamente che si è rotto irreparabilmente e che qualche minimo danno collaterale deve per forza di cose esserci…dimenticando di dire che il danno collaterale sono i nostri solidi, il nostro posto di lavoro, la nostra casa, etc.!!!

Ci risiamo, altra uscita dal binario, vedo di impegnarmi seriamente fino alla fine, parlavo di settimana positiva, trimestrali da percentuale in doppia cifra, mercati in fibrillazione, boom dell’economia USA, aziende con dividendi mai dati prima, aziende che hanno imparato a gestire i loro patrimoni, quindi, c’è da dire che la crisi è finita, che il peggio è alle spalle, che anni di crescita abbiamo davanti a noi!!! …nulla di più sbagliato, anzi, il brutto della peggior crisi deve ancora presentare il suo conto; fino ad ora abbiamo solo assistito ad uno scambio di posizione (o debiti) tra aziende e stato e addirittura, qualche scambio di favori tra stato e stato, ma nessuna manovra efficace allo stop della crisi, solo un semplice bastone tra le ruote per il rallentamento della stessa, dell’inevitabile che verrà e che sostengo da molti mesi ormai!!!

Da questo punto cambio modalità di stesura, passo al domanda e risposta (con qualche serio problema visto che in entrambe i casi l’autore è lo stesso, cioè io!!!).

Me se molte trimestrali sono positive, chi sei tu per affermare che l’economia non si è rimessa in moto e non stia migliorando? lo vedono tutti che ora ci sono meno problemi, sei il solito catastrofista di turno!!!

E’ vero, molte trimestrali sono positive, ma, lo sono perché gli amministratori delle varie società si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato in modo chirurgico sui costi aziendali, ma, con effetti alquanto dubbiosi: non derivano da lavoro di innovazione o miglioramenti dei cicli produttivi, tanto meno da una richiesta di beni dal mercato, ma solo ed esclusivamente da lavoro di cesellatura sui costi.

Il fatto che hanno tagliato i costi non è positivo? non è un miglioramento che porterà benefici andando avanti nel tempo?

Certo, il taglio dei costi dovrebbe essere positivo, ma, dipende dal tipo di taglio che si è attuato, e ,in questo caso, guardando alcuni bilanci (non mi sono messo a guardarli tutti, ci vorrebbe una marea di tempo che non ho!), si vede chiaramente che sono stati tagliati molti costi fissi, poco o nulla dei variabili, per non parlare poi di costo marginale o costo medio (riguardo questi ultimi non è il momento di approfondire).

Non possono rifare questo taglio anche in futuro, chi lo vieta o che problemi comporta?

L’operazione di taglio non è ripetibile ogni volta che si desideri farlo, serve una banale spiegazione sulla differenza tra costi fissi e costi variabili per comprendere il perché non sia ripetibile all’infinito.

Ok, allora, cosa sono i costi fissi e quelli variabili?

Sono costi fissi quelli che non variano al variare della produzione:

  • le spese per i locali (magazzini, stabilimenti, uffici);
  • le spese per la manutenzione e l’ammortamento degli impianti e dei macchinari;

i costi varabili, invece, variano al variare della produzione, cioè tutti gli altri costi in particolare:

  • le spese per l’acquisto delle materie prime;
  • le spese per la forza motrice (l’energia);
  • le spese per gli operai;

Le spese per gli operai sono costi variabili solo in parte (dovrebbero essere tali, ma non lo sono e né capiremo più avanti il motivo), perché, se la produzione diminuisce, non è possibile né opportuno per ragioni politico-sociali licenziare dei lavoratori o ridurre il loro salario, quindi, sono costi fissi secondo la nuova teoria economica post-subprimeana dove le motivazioni politico-sociali vanno a farsi benedire!!!

Quindi?

Quindi, si può comprendere benissimo che tagliare i costi fissi è una manovra che non può essere ripetuta all’infinito:

  • un azienda, può smettere l’utilizzo di un locale (o attività) che prima utilizzava per produrre (e dare lavoro), ma, non ne ha in quantità illimitata a disposizione;
  • può ridurre l’area destinata ad una produzione o all’ufficio (leggasi ridurre gli operai), vedi punto sopra;
  • può ridurre la manutenzione dei macchinari, ma non può mantenere l’efficienza alta degli stessi che prima o poi possono avere guasti o malfunzionamenti dovuti all’usura;
  • un’azienda può allungare l’ammortamento di un bene o estinguerlo totalmente non acquistano beni e quindi evitare la voce ammortamenti per tempi migliori (per un approfondimento sugli ammortamenti, senza provocare ulteriore stress, consiglio, a chi interessato la spiegazione su Wikipedia);
  • un azienda che si trova in fase di ridimensionamento non è un’azienda che cresce, si sviluppa e assuma forza lavoro; è un’azienda più propensa (per motivi di forza maggiore) al taglio dei posti lavoro (altre persone che vanno ad ingrassare le già nutrite fila dei disoccupati).

Ecco perché è un operazione da considerare straordinaria ed in misura eccezionale ed irripetibile nel lungo periodo, ecco perché i bilanci sono diventati positivi in così breve tempo, ecco perché non accertano la fine della crisi, ecco perché bisogna attendere ottobre per vedere lo stato reale della salute delle aziende…

Bene, ma perché non possiamo essere ottimisti sulla ripresa?

Beh! la risposta non è difficile, se non si è capito sopra il motivo, è che c’è in atto una spirale recessiva difficile se non impossibile da invertire, proviamo ad usare un semplice esempio: costruiamo un percorso utilizzando in fila, uno ad uno, miliardi di pezzi del domino, costruendo passaggi difficili e azioni particolari che cadendo devono compiere: è logico che pensare che per posizionarli impiegheremmo moltissimo tempo e che si possa commettere qualche errore nel percorso, o che dato il via al primo pezzo tutto possa andare liscio fino ad un certo punto e poi qualcosa non funziona come dovrebbe; bene, trasportiamo l’esempio allo stato attuale delle cose, ed ecco che ogni tassello è una persona, un’azienda, un mercato, un bene, etc., quindi, basta che un pezzettino del domino non faccia il suo dovere per vedere andare in fumo il lavoro fatto per raggiungere l’obiettivo prefissato, come pure logico che, se tutto dovesse andare liscio come l’olio ci vorrebbe del tempo perché tutti i pezzettini completassero la caduta del percorso, ecco perché non può essere considerato concluso il ciclo della crisi, non può essere iniziata solo un anno fa ed aver esaurito la sua energia in così poco tempo, e poi, è una legge dell’economia quella che prevede il consolidamento dei dati di un esercizio dopo aver analizzato quelli in possesso precedentemente, altrimenti si chiamerebbe Budget o bilancio previsionale (ma creato da previsioni, non da dati consolidati!!!).

Quindi gli sforzi fatti fino ad ora non sono serviti a nulla?

Certo che no, sono serviti, purtroppo, come ho sempre sostenuto, stanno solo ritardando l’inevitabile, e, salvo l’estrazione del coniglio dal cilindro con qualcosa di concreto o con la presa di coscienza del cambiamento che deve avvenire per forza, non vedo possibili miglioramenti negli anni a venire: il meccanismo si è inceppato da qualche parte, serve un cambiamento radicale, serve un’economia e/o finanza 2.1 (non 2.0 perché è questa fase di cambiamento in atto che ci ostiniamo a non voler capire).

Ci sarebbe moltissimo da scrivere ancora, riguardo ad il pensiero di un operatore di borsa “pessimista” ed un più noto banchiere italiano, ancor più pessimista dell’operatore, riguardo a dei titoli di stato americani falsi per un valore uguale ai fondi stanziati dal TARP per la crisi arrivati pure in Italia, riguardo alla morosità dei mutui e carte di credito in USA in forte crescita, riguardo al licenziamento di altre 1000 persone (sul totale di 9000) da parte di Harley davidson (azienda che produce beni di non primaria necessità e di cui si può fare a meno), riguardo all’aumento del 17,84% delle riserve cinesi in dollari nell’ultimo anno, riguardo le perdite di 339,8 milioni di dollari della MGCI Investment, società assicurativa sui mutui per le abitazioni, riguardo all’emorragia di case pignorate in USA a chi non riesce più a pagare…forse lo farò prossimamente (non prometto nulla, purtroppo, sono molto indaffarato con problemi personali in questo periodo e non ho mantenuto un paio di promesse fatte e mi vergogno per questo: non rientra nel mio modo di essere promettere e poi non mantenere, quindi,mi scuso pubblicamente con Danx di Italia senza valori e Kaishe di Mandi per la mia mancanza dovuta a causa di forza maggiore).

Concludo con una frase che ho sentito alcuni giorni fa e spiega perfettamente lo stato attuale sul “perché” della crisi:

...Non si può sostenere una crescita illimitata e continua con risorse e materie prime limitate e sempre più difficili da reperire...

Riflettiamo su quest’ultima frase, forse è l’unica spiegazione logica attuale: loro (politici, economisti, finanzieri) recitano la loro parte (come da copione), noi, viviamo la quotidianità della vita reale: a noi la scelta…pillola blu o pillola rossa


Questa marea di parole è di 1722 parole, 8961 caratteri, 8 paragrafi, 7 domande più 7 risposte, 2 elenchi puntati e 4,50 ore di stesura compresa la “coreografia in multicolor del post” (più queste 2 righe).

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mercoledì 15 luglio 2009

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Il sole splende sempre in finanza

philips_logo

Non sono nella condizione migliore per scrivere un post articolato, però, avevo promesso un articolo su twitter per non scioperare e scorrendo le oltre 450 notizie che mi arrivano via Feed RSS (non sono pazzo, non le leggo tutte, le scorro, vedo quelle che mi interessano, le spunto ci dò un’occhiata sommaria per poi approfondire quelle che meritano attenzione, comunque è un passatempo che richiede almeno 35-40 minuti al giorno!!!) ho letto una notizia che utilizzerò come trampolino di lancio per il prossimo capolavoro informativo (l’ho detto, sono stanco e oggi è stata una giornata difficile che ha richiesto molto impegno da parte mia e di altri, quindi posso permettermi di pensare di essere un artista o un giornalista da premio Pulitzeranche se non sono nemmeno l’ombra di nessuna delle due figure!!!) che dedicherò alle semestrali (o IIe trimestrali) USA; però posso permettermi un piccolo anticipo…un assaggio veloce-veloce:

  • nulla di nuovo sotto il sole, tutto come da copione, l’economia è tornata a “pompare” come prima…più di prima…come allor…(nota canzone di non ricordo di chi la cantava…), c’era da aspettarsi che tutto fosse in ordine!!!;
  • ricordate la gara tra banche per restituire i fondi prestati dal TARP? ora sono così in salute da permettersi pure i bonus agli amministratori (vedi AIG…dal fallimento annunciato ai milioni di bonus regalati ai personaggi co-autori della peggior crisi di tutti i tempi!!!) dopo essersi gonfiate le tasche emettendo corporate bond anche sulla vecchia trisnonna ormai sepolta da quarant’anni!!!;
  • che dire poi del petrolio? catapultato a 72$ al barile qualche giorno fa, e poi, come se nulla fosse, piombato così in depressione da stabilizzarsi a 59$ !!! misteri dell’alta finanza…o del prezzo della benzina per far cassa con le accise!!!;
  • i dati della disoccupazione di maggio e le previsioni per i prossimi 2 anni? …siete i soliti comunisti, nessuno morirà di fame anche se il debito pubblico paragonato a Varenne sta’ stracciando tutti i record giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo…no!!!non ci saranno più questi politici con mani e tasche bucate: se a Grillo permettono di candidarsi per il posto di segretario del “fu” PD (pensionati decrepiti…e ammuffiti aggiungo!!!), una volta spazzato via il bagnante dei lidi ferraresi”, qualche mese dopo sarà la volta del politico tascabile ed il resto dei mangia pane a tradimento facendociao ciao con la manina saluteranno tutti in un batter d’occhio…per sperare in un futuro targato Italia;
  • concludo con la “quasi” bomba…il deficit USA ha superato i 1.100 miliardi di dollari (una bazzecola)…e la California come sta’ messa? !, per uscire dalla crisi defaultiana, Terminator ne ha pensata una delle sue: legalizzare la marijuana…«è arrivato il momento d'esaminare la questione» avrebbe detto lo sterminatore di esseri umani (nel film ovviamente).

E intanto la giostra gira e fa girare la testa…ma:

La nota compagnia olandese Philips, leader nei servizi dell’elettronica, non sta vivendo il suo momento migliore dal punto di vista finanziario: il secondo trimestre della società ha infatti fatto registrare utili per 45 milioni di euro, in calo del 94% rispetto a un anno fa.
Le cose non sono andate meglio nemmeno per il volume d’affari (-19%), con un calo netto pari a 5,23 miliardi di euro.
Il direttore generale Gerard Kleisterlee si è mostrato prudente e pronto a prendere nuove misure di riduzione dei costi (alias taglio dei costi fissi che significa taglio del personale…).

Ma la crisi è finita e stranamente le aziende dalle trimestrali stratosferiche hanno tagliato molti costi fissi per sistemare i loro bilanci sbilenchi o sbilanci…ati …ma questa è un’altra storia…o nel prossimo post dovrò parlare del Grande Fratello che durerà ben 5 mesi!!! non vedo l’ora di seguirlo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per anestetizzarmi il cervello e credere che la crisi non esista!!!

Quest’inno all’ottimismo è di 677 parole, 3518 caratteri, 4 paragrafi, 1 elenco puntato e 2,10 ore di stesura compresa la “coreografia in multicolor del post” (più queste 2 righe).

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mercoledì 24 giugno 2009

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Dollaro al capolinea?

BRIC

Nei secoli ogni grande impero o civiltà sono caduti sotto il proprio peso lasciando solo alcuni ricordi della loro “immensa gloria” e magnificenza lasciando il posto a nuovi popoli emergenti

No, non è una lezione approssimativa di storia, siamo di fronte ad un nuovo cambiamento che l’attuale crisi mondiale economico/finanziaria sta’ accelerando notevolmente apportando un cambiamento epocale che periodicamente sposta gli equilibri del mondo: la storia si ripete e cambia di giorno in giorno, e, ad oggi ancora ci si interroga (e giustifica) su «chi è stato l’artefice dell’attuale crisi» o «chi sia il creatore di questo perverso meccanismo» che negli ultimi decenni ci hanno “traghettato” verso un illusorio consumismo basato sul nulla e un benessere certo e duraturo (secondo loro!!!), però, nessuno ha ancora cercato di porre un “solido” freno al disastro attuale; si è solo cercato di “rallentare” quello che purtroppo sarà l’inevitabile!!!


Fortunatamente, però, l’inevitabile, proprio perché nessuno si aspetta che avvenga, questa volta ci mette lo “zampino” e sta’ rimescolando le carte in tavola di fronte a chi si ostina a «non voler capire» che la svolta è iniziata e che esploderà a breve (dall’8 al 10 luglio) qui in “casa nostra” su un pezzo di terra che si presta paradossalmente a fare da rappresentazione coreografica a questa crisi: il G8 dell’Aquila post terremoto!!!

Perché il prossimo G8 sarà la svolta?

Per la prima volta (e non sicuramente l’ultima, anzi!!!) in sede ufficiale l’Oriente rappresentato da Cina e Russia (anche in vece degli altri due assenti del BRIC, Brasile e India) chiederà all’Occidente di usare una moneta diversa dalle attuali quale strumento d’equilibrio finanziario del mondo, spostando il Dollaro e l’Euro ad un ruolo di semplici comprimari (o gregari, per usare un termine ciclistico) nel prossimo futuro

Quando si è presa questa decisione? e chi l’ha presa?

Qualche giorno fa (esattamente il 16 giugno 2009), i capi di stato di Brasile, Russia, India e Cina (BRIC appunto!) si sono riuniti a Ekaterinburg (Russia) per il loro I° summit ( il IX° del Shanghai Cooperation Organisation) e hanno «chiesto» un sistema monetario internazionale più «diversificato» e meno ancorato agli sbalzi di umore di un dollaro sempre più “malato” e con anticorpi sempre meno resistenti agli attuali cambiamenti in atto (come dire: c’è un cambiamento in corso; voi americani fate finta di nulla e intanto il mondo va verso la peggiore crisi mai vista da sempre, quindi, fatevi da parte e lasciate “Lavorare” chi " «oggi» ha la forza e gli strumenti per farlo…più chiaro di così!!!).

Ma, sempre in quel summit, il Premier Russo, Dimitri Medvedev, ha usato parole molto dure a sostegno della prossima richiesta al G8: «Dobbiamo rafforzare il sistema monetario internazionale, non solo la posizione del dollaro, ma anche la creazione di nuove valute di riserva, e forse, in ultima analisi, la creazione di divise sovra-nazionali, nuovi mezzi di pagamento e metodi di calcolo», aggiungendo poi, a fine intervento «L'economia non può funzionare, se gli strumenti finanziari sono denominati in una unica valuta. Una simile situazione è osservabile attualmente».

Che conseguenze possono esserci poi?

Il I° summit BRIC può essere considerato come “la posa in opera della Iª pietra del cambiamento mondiale dove la creazione di una moneta comune (sovra-nazionale) in stile Euro con un possibile allargamento nel Sud-est asiatico ai paesi Asean creerà un asse di ferro (nessun riferimento storico) tra Cina e Russia con una “forza lavoro” (e non solo) di oltre 2 miliardi di persone, e, oltre all’aspetto economico c’è pure quello strategico-militare che porterà la vecchia Europa ad un ruolo marginale anche sotto questo aspetto (sicuramente non c’è nessuna intenzione di fare la guerra con i fucili, ma, le guerre future si combatteranno con i computer in finanza e sui campi coltivati a mais, grano, soia, ecc., per intenderci la guerra del cibo, già per altro in atto!!!).

Un esempio?

Con il consolidarsi del “patto di ferro”, l’ Orso (Russia) favorirà l’esportazione del gas verso il “gigante dagli occhi a mandorla” (Cina) piuttosto che verso l’Europa, con i dovuti effetti devastanti su stabilità di forniture e prezzi stratosferici.

E l’America che fa?

I recenti annunci economici di Obama (ad esempio la SuperFED ed altri rattoppi fortuiti) visti da una certa prospettiva, appaiono come un gesto disperato, l’estremo tentativo di opporsi al cambiamento della storiala fine dell’impero Occidentale

Concludo riportando le frasi finali di uno degli autori (Alberto Fattori - Shanghai) di uno degli articoli apparsi nella stampa nazionale di settore che meglio spiega il cambiamento epocale:

«Comunque sia, questa riscrittura della pagina della storia del mondo, incredibilmente ha trovato spazi marginali sui giornali occidentali, per non parlare di quelli italiani, tutti così presi con le fondamentali questioni private e di “cattedra” locale, totalmente avulsi dai cambiamenti che presto o tardi finiranno per arrivare come uno tsunami, portando così a termine il lavoro iniziato dalla crisi finanziaria da noi stessi creata. E un giorno qualcuno, leggendo i libri di storia, si porrà la domanda: “come è stato possibile?” "Cose dell’altro mondo!!!"»

DollarOgrafia: Affaritaliani, IlSole24Ore, AsiaNews, Wikipedia.

Questo capolinea è di 860 parole, 4616 caratteri, 11 paragrafi, 5 domanda e 2,15 ore di stesura (compreso queste 2 righe).

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lunedì 8 giugno 2009

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Banca rotta

In questo post non parlerò di economia o finanza, tanto meno di politica post-flop elettorale (o di vittoria del maggior partito italiano…quello dei non votanti), ma, preferisco dedicare un po’ del mio tempo per parlare di un libro che ho letto alcuni giorni fa: voglio anticipare che non si tratta di una “canonica” recensione, bensì, di come predisporsi mentalmente alla lettura, e, per consigliarvi di investire ben 12,00 uri (lo so che si scrive e dice uro, ma, quando è più di 1, mi piace dirlo al plurale!!!) nell’acquisto del libretto che troverete sicuramente interessante per molti aspetti economico/finanziario…e anche un po’ politico

Il libro è strutturato nel classico modo, con la prefazione tratta da un post che Beppe Grillo ha scritto alcuni mesi fa; l’introduzione è di David Parenzo (possiamo definirlo come il giornalista-intervistatore dell’autore: Eugenio Benetazzo), poi, c’è un prologo di alcune pagine che ha lo scopo di spiegare i cambiamenti dal ‘29 al 2008, e successivamente 14 capitoli che terminano 105 pagine dopo con le conclusioni e l’appendice.

Avevo detto che non avrei parlato del libro, e, non intendo farlo: ho scritto il paragrafo precedente per dare un’idea di com’è la struttura del libro e delle sue dimensioni per preparare il lettore su cosa si troverà tra le mani dopo l’acquisto.

Venendo al dunque, il libro è scritto come un’intervista con il sistema della domanda-risposta (che ho sempre amato, e si vede chiaramente nei miei post) per facilitare la lettura anche da parte di chi non capisce nulla di economia e/o finanza, in modo semplice e veloce da leggere con spunti che fanno capire cosa c’è veramente dietro a questa crisi (o collasso del sistema bancario-capitalistico), utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile per chiunque (chi si aspetta un libro tecnico con spiegazioni da alta finanza, rimarrà piuttosto deluso...).

Nel momento in cui vi apprestate a leggere, il consiglio che vi posso dare, è di svuotare completamente la mente, fare finta di non sapere nulla riguardo la crisi e cercare di “assorbire” i concetti come farebbe un bambino, solo così si potrà apprendere cosa c’è scritto senza essere influenzati o predisposti dagli attuali avvenimenti ed apprezzare in ogni dettaglio i molti concetti descritti.


Il libro è consigliato a tutti: sia a quelli che credono che la crisi non sia mai esistita o sia solo di tipo ciclico (e non strutturale), sai a che crede che è già passata e le cose stanno migliorando, sia a chi pensa che il bello debba ancora arrivare (ed io appartengo a quest’ultima categoria), insomma, è un manuale di sopravvivenza fai da te: non vengono raccontate favole o aneddoti, ma, la verità di come si sia potuti arrivare a questo punto…e grazie a chi, cioè, i veri poteri forti!!!

Chiudo con le indicazioni sul libro per l’acquisto:

  • Titolo: Banca Rotta, manuale di sopravvivenza economica alla crisi;
  • Autore: Eugenio Benetazzo, David Parenzo;
  • Editore: Sperling & Kupfer Editori;
  • Data Pubblicazione: febbraio 2009;
  • Pagine: 108;
  • Formato: 13x18;
  • Prezzo libreria: 12,00€.

Compratelo, leggetelo e consigliatelo (no! non prendo un centesimo per questo post, tanto meno delle royalty sulle vendite del libro), lo consiglio semplicemente perché vale veramente i soldi spesi e il tempo dedicato alla lettura, poi, mi ringrazierete dell’ottimo suggerimento.

Pillola blu: entrate nel mondo reale; pillola rossa: rimanete in matrix
…a voi la scelta…

Questa Banca Rotta è di 576 parole, 2979 caratteri, 8 paragrafi e 1 scheda libro (compreso queste 2 righe).

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sabato 6 giugno 2009

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California, countdown partito

Schwarzenegger-terminator

Alcuni mesi orsono, ho scritto un post riguardante le difficoltà dello Stato della California e dei grattacapi che il suo Governatore, Arnold Schwarzenegger, si apprestava ad affrontare (per rinfrescarci la memoria, rileggiamo cosa succedeva allora…), ora (più precisamente, il 2 giugno), mi trovo a leggere una notizia apparsa nel quotidiano di Honolulu (…mi avete colto con le mani nel sacco…cercavo un posticino per andare a “parcheggiarmi” sotto una pianta di cocco alle Hawaii…) che il Terminator si è recato al Campidoglio a chiedere l’elemosina al Congresso, altrimenti, le casse Californiane rimarranno a secco entro 14 giorni (quindi, da oggi, entro 10 giorni), pena default

Tre mesi dopo l’approvazione del bilancio, la California si trova con un disavanzo di 24 miliardi di dollari, ed il nostro eroe cibernetico, ha già trovato alcune soluzioni per porre rimedio che incontreranno sicuramente il favore dei cittadini:

  • massicci tagli all’istruzione;
  • testi scolastici digitali (e-book), eliminando i libri cartacei !'?!?;
  • massicci tagli alla sanità;
  • massicci tagli alla giustizia (spesa carceri);
  • riforma strutturale e più efficiente sulle tasse dei cittadini;
  • accorpamento ed eliminazione di diversi Ministeri (questa mi sembra l’unica buona).

Ma, la più bella (come se i punti sopra non fossero già allucinanti), è una sua affermazione: «Questa sarà una grande opportunità per rendere le nostre entrate più affidabili e meno volatili e di aiutare lo Stato ad evitare i disastri di bilancio che ci hanno portato qui oggi»…perché, da buon politico, la colpa non è mai loro, è sempre colpa di qualcun’altro…anche se non-si-sa-mai chi sia questo signor “qualcun’altro”qualcuno lo conosce per caso?
La buona notizia , comunque, è che ha esagerato sul pessimismo, e quindi, non succederà tra 10 giorni, ma, dopo le vacanze estive del 17 luglio…

In definitiva, come al solito, loro (i politici) ne combinano di tutti i colori, si fanno i fatti loro spendendo e sperperando a destra e a manca, poi, quando le cose si mettono per la peggio, trovano sempre e solo un’unica soluzione: spremere i cittadini, o peggio, togliere i diritti acquisiti (sanità, istruzione, sicurezza, ecc.) attraverso la spremitura già subita in passato, ma, visto che ora non si possono ridurre le tasse, meglio “segare” i servizi, tanto, sono abituati a prendere bastonate dalla mattina alla sera, e poi, sono felicissimi di venire a votarci per farsi fottere ancora meglio!!!

Ragazzi…è ora che ci svegliamo (non importa se fin qui ho parlato di uno Stato lontano), i politici sono uguali in tutto il mondo, ogni paese ha il suo “nanetto arcoriano” o il suo “mangia bambini ferrarese, non ci rendiamo conto che quando è ora di “consenso” popolare vengono a mendicare il nostro voto (a tal proposito, il mortadella è tornato dopo mesi in cui tutti lo credevano “disperso” solo per dire che BISOGNA andare a votare, più chiaro di così!!!), lo vogliamo capire che la casta, tutti, nessuno escluso, assieme ai loro amichetti banchieri, ci stanno prendendo tutto trasformandoci in schiavi moderni, e, che se non riusciamo a fermarli (con l’aiuto della crisi, purtroppo), in un futuro prossimo dovremo ringraziarli perché ci permetteranno di lavorare solo 18 ore al giorno fino all’età di soli 95 anni!!!

E, se ancora non basta, ci iniettiamo dell’altro ottimismo per farci venire la voglia di andare a votare e legittimare la politica a disporre della nostra vita come meglio preferisce:

  • il petrolio è quotato 68,38$ al barile (mentre scrivo), il cambio dollaro/euro è a 1,396 (quindi, il prezzo in euro di un barile di petrolio è 48,98€), la benzina è tra 1,210€ litro (Xoil, il più basso) e 1,299€ (Shell, il più alto), media nazionale 1,2545€/L.;
  • il 16 luglio 2008, il barile era a 146,circa…$ (non riesco a trovare il dato esatto al centesimo), il cambio dollaro/euro a 1,581 (quindi, 92,34€ il barile), il prezzo medio nazionale della benzina era di 1,556€/L.;
  • Quindi, il barile di petrolio, oggi, costa meno della metà (se fosse la metà, dovrebbe valere 73$ al barile), il cambio $/€ è si sfavorevole per 0,185€, ma, il litro di benzina costa meno del picco massimo di luglio per un valore di soli 0,346€/litro…

…qualche numero non torna…

Hawaiiografia: PacificBusinessNews.

Aggiornamento in fase di stesura - leggo da un blog statunitense, che non guardavo da diverso tempo, che in data 15 maggio pubblica un articolo interessante riguardo una dichiarazione da brividi del Presidente Obama: «Le conseguenze a lungo termine del deficit e del debito che abbiamo accumulato non sono sostenibili» (fonte Reuters originale), rincara la dose aggiungendo, «Abbiamo dato in garanzia il futuro dei nostri figli», «Se la Cina (proprietaria di 744 miliardi di dollari del debito USA) perde l’appetito per il Tesoro degli Stati Uniti, le conseguenze sarebbero a dir poco disastrose»; ogni commento è superfluo…

Questo Terminator 3, le macchine ribelli, è di 820 parole, 4198 caratteri e 7 paragrafi (compreso queste 2 righe).

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giovedì 4 giugno 2009

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La marea sta’ montando…

In questi giorni, tutti, ma proprio tutti (parlo di politici, finanzieri, promotori finanziari, analisti, ecc..) stanno esaurendo la voce a furia di ripetere che «la crisi è finita», «il peggio è passato», «un futuro radioso ci aspetta», «la ripresa è iniziata» e menate simili, pur di convincere le persone a tornare nei mercati azionari, obbligazionari e a consumare e spendere senza paura di rimanere senza il becco di un quattrino!!! (queste ultime affermazioni sono di un noto esponente politico che ha negato la crisi fino a dopo-domani…e intanto il suo “fiore all’occhiello” di azienda nell’ultimo anno ha perso circa il 21% di valore in borsa, con il minimo anno su anno di quasi il 40%…giudicate voi il perché ha sempre negato la crisi!!!), per non parlare poi dell’altra sua bancazienda che tra marzo e aprile ha toccato il minimo degli ultimi 5 anni…ma, la cosa più divertente (per non mettersi a piangere), sta’ nel fatto che la borsa americana (la borsa che regola il resto del mondo) reagisce positivamente con rialzi dell’ordine dell’1,5-2% a qualsiasi notizia, anche se questa è leggermente inferiore alle attese (!?!?) che nel passato (anche molto recente), non riusciva ad influenzare NY (Dow, S&P, Nasdaq, Amex) manco per qualche centesimo di centesimo di cent bucato!!!
Cosa significa tutto questo?
C’è solo una risposta… …siamo alla frutta, tutto il marcio comincia a venire a galla e sta’ “infettando” qualsiasi cosa ne’ venga a contatto, tempi bui dobbiamo aspettarci da qui in avanti, e che se ne dica, purtroppo, l’economia basata sul consumismo e la liberalizzazione ha fallito alla grande: non serve essere Premi Nobel per capire il motivo del fallimento, basta togliere la polvere dal vecchio libro di economia del 1979 e svogliatamente leggere la sezione riguardante la macroeconomia per capire che tutto il sistema sarebbe crollato su se stesso prima o poi, che i princìpi della fisica non possono essere elusi”nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” [Antoine Lavoisier], che l’avvento dei robot (utilissimi, non sono contrario alla meccanizzazione estrema se questa comporta meno fatica alle persone, anzi, ne sono un sostenitore!!!) avrebbe falsato il già fragile equilibrio tra produzione-occupazione-consumi a ciclo continuo (ma ne parlerò a parte prossimamente) con i suoi alti e bassi, tutto questo “microclima” è stato stravolto dai “soliti ignoti” (politici, finanzieri ecc..) per la loro “sete”di potere e guadagno, e, come al solito, a pagarne le conseguenze sono le persone comuni (…ma verrà ‘sto benedetto giorno in cui i popoli prenderanno coscienza e si sveglieranno dal torpore creato ad-hoc dai mass-media…).
Analisi delle notizie degli ultimi giorni per capire la crisi!
  • Diversi giorni fa…: Passera (non è una parte femminile in qualche dialetto d’Italia o un uccello) l’AD di Intesa SanPaolo ha chiesto 4 miliardi di Tremonti bond (BOMB) …una delle 2 banche più potenti d’Italia (a voi la sentenza!!!); nel frattempo in America, Greenspan, il maledetto vecchiaccio, «speriamo che passi presto a miglior vita» (non fate caso, lo dico e lo spero da anni, ma non succede…purtroppo!!! …anche se non si augura mai la morte a nessuno) ha rilasciato un’intervista dove dichiara che pur essendo positivi gli stress test, molte banche che gli hanno superati avranno bisogno di capitali freschi, tra queste, molte di quelle disposte a “restituire” i soldi avuti dal TARP (sono senza parole, o meglio, lo sapevo, ma, mi ero illuso di aver sbagliato previsione, purtroppo, c’ho preso l’ennesima volta!!! comincio a preoccuparmi seriamente…ho un’altra sensazione su cui vorrei toppare alla grande, SPERO DI SBAGLIARE!!!). FED: le sue previsioni economiche, prevedono una ripresa per il 2014 (aiutoooooooo, qui le cose si mettono per il peggio del peggio del pessimismo più pessimistico del peggior pessimista della terra…forse io? chissà!).
  • 27 maggio zona euro: calo delle immatricolazioni dei veicoli commerciali (42,3%) rispetto a maggio 2008; trimestre -37,1%; 305 banche USA a rischio (che gestiscono asset per 252 miliardi di dollaroni) con un aumento del 21% rispetto le “rischiose” (252) del IV° trimestre 2008…se il buon giorno si vede dal mattino…
  • 29 maggio: l’indice PMI di Chicago crolla di 6 punti rispetto aprile ed è l’indicatore del ciclo economico e dell’inflazione americana, e, riveste un’importanza media…ma la crisi è finita…
  • 30 maggio: i crediti in sofferenza per le banche italiane ammonta a 30 miliardi di euro (quasi il doppio dei 18 del 2008), il cui peso grava maggiormente sui prestiti alle imprese che a quelli delle famiglie).
  • Idem: dati delle esportazioni USA del primo trimestre ai minimi da 40 anni (-28,7%)…ma la crisi è un’invenzione dei pessimisti…
  • 1 giugno: General Motors è ufficialmente in bancarotta pilotata (il noto chapter 11, un giorno lo spiegherò!), nel frattempo, si è “liberata” (forse, è tutto ancora in gioco) di Opel cedendola a Magna estromettendo Fiat. Ho sempre pensato che il Governo tedesco abbia utilizzato Magna come il cavallo di Troia contro Fiat per ottenere più di quanto Marchionne/Montezemolo hanno messo sul banco!!! …però, per dirla come un mio amico «2 malati non fanno un sano» (ed in questo caso, i malati sono addirittura 3…o 4?: GM, Opel, Fiate forse anche la Germania…), quindi, meglio che non sia divenuta proprietà italiana…avremmo rovinato pure la Opel in Germania…

  • 2 giugno: l’International Petroleum Investment Company (Abu Dhabi, arabi, padroni di mezzo petrolio mondiale) ha ceduto la partecipazione (11%) di Barclays (banca tra le maggiori del mondo, azionista e socio co-fondatore delle carte di credito VISA) per un valore di 4 miliardi di sterline (4,6 miliardi di euro), era divenuto il maggior azionista ad ottobre “iniettando” nel pieno della bufera finanziaria, capitali per 7 miliardi di sterline rendendo superfluo l’intervento del governo britannico (che strano…comprano pagando bene, e vendono così così…per dirla alla Crozza «non vedo dove sta’ la relazione…o la vedo benissimo!!!»).
  • Sempre in quel giorno…: Morgan Stanley ha in programma un aumento di capitale da 2,2 miliardi di dollari…; JP Morgan ha completato l’aumento di capitale da 5 miliardi di dollari (per restituire al TARP parte del maltolto…25 miliardi di dollaroni veri); Goldman Sachs cede lo 0,9% di Industrial & Commercial Bank of China (Icbc) per 1,91 miliardi ed è ancora in cerca di capitali freschi per restituire i 10 avuti dal TARP (cedere un asset cinese ora…suona mooolto strano, come strani gli aumenti di capitale di cui sopra!!!).
  • Vale quanto sopra: Consumi americani in ribasso per il II° mese consecutivo; redditi USA +0,5% per tagli alle imposte (commento inutile…lo stato americano vuole incassare meno perché è solidissimo e non ha bisogno di “tartassare” i cittadini…).
  • 3 giugno: la disoccupazione vola nei paesi zona euro ad aprile: 14 milioni di pescatori in più in riva al fiume!!!, mai così alta dal 1999 (tutti a comperare l’attrezzatura da pesca!).
  • Stesso giorno, stesso ottimismo: PIL eurozona cala del 2,5% nel I° trimestre (per l’Italia 2,4%…evviva, una volta tanto siamo i migliori d’Europae siamo pure campioni del mondo di calcio!!!).
  • Come sopra: richieste mutui casa in USA –16%, le domande di rifinanziamento (quelle con cui gli americani alimentano la propria liquidità) è collassata del 24% (ma tutto è ok, la crisi è passata!!!).
  • Vedi 3 punti sopra, Marcegaglia: «l’uscita dalla crisi è lunga e complessa», Emma, vai a fare la velina per un noto nano arcoriano e smetti di sparare “cagate” un giorno si e un altro pure (sapete come la penso sulla nazional-confindustriana Emmaun giorno dice una cosa, il giorno dopo l’esatto opposto, proprio come un sempre-noto nanetto nanerottolo di Nanneropoli complimentoso con le nazional veline anche non più giovanissime!!!).
  • Per finire la “carrellata” di buone notizie, da diversi giorni si vede in TV uno SPOT di Enel per far sottoscrivere un aumento di capitalel’ENEL? aumento di capitale? l’ENEL? quelli dell’energia elettrica? quelli che danno energia a 40 paesi nel mondo? quelli che la crisi «manco li sfiora»…siamo messi peggio di quello che credevo!!!

PS: non parlo del rally del petrolio che è schizzato verso i 66,3 dollari al barile senza nessun motivo e nessuna base di miglioramento economico mondiale, ma, solo su supposizioni di impercettibili miglioramenti macroeconomici (vale lo stesso per i motivi della caduta del dollaro verso l’euro) che nessuno ha visto o capito!!! …forse siamo tutti ignoranti e non vediamo oltre il nostro naso

PS#2: le scorte del petrolio (USA) sono aumentate (ma dai! come mai! sul serio! scherzi, non ci credo…mi prendi in giro!) di 2,9 milioni di barili a quota 366,0 milioni…e il prezzo del barile salesale..sale..sempre più in alto (diceva Mike Buongiorno dalla vetta del Cervino in una nota pubblicità degli anni 80!), sempre più su…e tutti capiscono e stanno zitti (avranno paura dell’uomo nero che vien di notteno, sbaglio, quella della notte era la befana!!!).

Linkografia: un po’ qua, un po’ la! sempre tutte le solite fonti di informazione che ormai conoscete a memoria!

Stesurografia: la mia coscienza e il mio cervello malato di realista che non ascolta i politici e non consuma se non il minimo indispensabile (a proposito, ho comperato un libretto interessante, farò un post dedicato nei prossimi giorni, che non dovete assolutamente perdere, i vostri occhi e cervello entreranno in una nuova dimensione…oppure, uscirete dalla Matrix che ci hanno creato ad arte negli ultimi 30 anni).

Questa alta marea è di 1573 parole (non volevo scrivere così tanto, ma, l’appetito vien mangiando e dovevo scrivere tutto!!!), 8202 caratteri, 7 paragrafi e 14 punti salienti di analisi (compreso queste 2 righe).

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