Purtroppo in questi ultimi giorni sono stato un po’ assente dal blog, ed in particolare, non ho scritto praticamente nulla pur essendoci diversi argomenti interessanti da trattare (in realtà, ho avuto una mole improvvisa di impegni, ed il poco tempo dedicato ad internet, l’ho passato scrivendo commenti su altri blog amici e facendo diversi esperimenti interessanti di cui scriverò a breve).
Non avendo nemmeno ora voglia di scrivere un articolo, ripropongo un’iniziativa interessante dell’amico italiani imbecilli, e riporto il suo post integralmente:
“Il Sicurelli”: un vocabolario per formulare messaggi in codice, contro la “legge sulla sicurezza”.
Con l'attuazione della 'legge sulla sicurezza' approvata al Senato oggi, 2 luglio 2009, saremo tutti clandestini. Questo perché le norme prevedono, tra l'altro, forti limitazioni al diritto di informazione in internet. Qualsiasi parola scritta in rete, da oggi, dovrà necessariamente essere soppesata, affinché non si violi la privacy. Ovviamente la privacy dei potenti, poiché la rete, fino ad oggi, ha fatto tranquillamente a meno di questa legge, anche perché esistevano già regolamenti per gli internauti.
Giacché saremo tutti clandestini, così come la nostra attività in rete (ancorché ludica, a volte satirica, molto spesso non professionale), ci sembra doveroso reagire a questa legge anticostituzionale. Una reazione che prende ispirazione -gioco forza- dal sistema di comunicazione cifrato usato in guerra. Perché siamo in guerra!
I messaggi di Radio Londra, ad esempio, utilizzavano frasi in codice, come 'la gallina ha fatto l'uovo' o 'la vacca non dà latte'. Attraverso questi messaggi, gli italiani del 1944 potevano conoscere tutte le notizie che il regime nazifascista censurava. Radio Londra fu per molti italiani anche una salvezza personale.
Urge allora un nuovo vocabolario per le nostre comunicazioni.
Qualcuno potrebbe considerare questo gruppo uno scherzo. Intanto, scherzando scherzando, siamo arrivati al restauro quasi completo della dittatura. Allora, tra il serio e il faceto, potremo chiamare questo vocabolario 'il Sicurelli' (sintesi tra 'sicurezza' e 'Zingarelli'). Ci piacerebbe che questo 'Sicurelli' venisse redatto con la partecipazione di tutti (naturalmente quelli che lo desiderano). Questo anche per 'sveltire la pratica'.
Ed è perciò che abbiamo creato un gruppo su facebook, al quale siete tutti invitati. (link in fondo all'articolo)
Per il momento, crediamo sia indispensabile concentrarsi sui 'termini sensibili', quelli cioè relativi alle cariche istituzionali. E' sufficiente, ad esempio, sostituire il papa con la parola 'oste'.
Importante: la sostituzione non deve prevedere parole che lascino intuire facilmente il soggetto; ad esempio, non possiamo sostituire 'papa' con 'raz' o 'Berlusconi' con 'papi'.
I vostri suggerimenti NON dovranno essere postati all'interno del gruppo (questo per non lasciare tracce evidenti ai possibili infiltrati che vanificherebbero tutto il lavoro). Mandate semplicemente la vostra proposta via e-mail (italianimbecilli[at]gmail.com). Ognuno di voi potrà scegliere una (o più) delle voci che troverete nel gruppo, a cui darete un corrispettivo appellativo.
Coloro che spediranno le nuove definizioni, riceveranno (solo loro) gli aggiornamenti del 'Sicurelli'. Spremiamo le meningi.
Confido nella vostra iscrizione al gruppo (che in questo momento conta già 166 membri), e perché no! …anche in qualche suggerimento (io ne ho già inviato uno, ma conto di ampliare la lista dei nomi da sostituire nelle prossime giornate).
NB: Non amo copiare post da altre parti e riportarle sul mio blog, ma, in questo caso l’ho fatto volentieri dopo aver chiesto all’autore la “liberatoria” per farlo (e potete vedere la richiesta tra i commenti).

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